Hai appena ritirato il referto delle analisi e, tra i soliti valori, ne spunta uno che non avevi mai considerato: Lipoproteina(a), abbreviata come Lp(a). Il valore è alto, magari ben sopra i 50 mg/dL (o 125 nmol/L nelle unità alternative), e la prima reazione è di puro fastidio. Come è possibile, se segui una dieta vegana equilibrata, non fumi e ti tieni in forma?
La risposta è cruda ma liberatoria: la Lp(a) è un fattore genetico quasi al 90%. Non l’hai causata tu con uno sgarro di troppo e non puoi abbassarla semplicemente mangiando più insalata. Tuttavia, questo non significa che la tua scelta alimentare sia inutile. Al contrario, essere vegani è la tua migliore strategia difensiva per evitare che quel valore genetico si trasformi in un problema clinico reale.
In medicina tendiamo a semplificare tutto sotto la voce “colesterolo”, ma la Lp(a) gioca in un campionato completamente diverso. È una particella di colesterolo LDL che trasporta una proteina aggiuntiva molto particolare chiamata apolipoproteina(a). Questa proteina la rende:
Il punto cruciale è che, mentre il colesterolo LDL classico risponde eccellentemente ai cambiamenti della dieta (specialmente in una dieta vegana ben strutturata), la Lp(a) è programmata dal tuo codice genetico. I livelli rimangono praticamente identici per tutta la vita, indipendentemente da cosa mangi.

Perché il rischio cardiovascolare non è mai colpa di un singolo elemento, ma della somma di più fattori che agiscono sinergicamente.
Se la Lp(a) è il proiettile, l’infiammazione cronica e l’LDL alto sono la polvere da sparo. Eliminando la polvere da sparo con un’alimentazione vegetale antinfiammatoria, il proiettile resta innocuo nella canna della pistola.
Uno dei motivi più solidi per scegliere un’alimentazione vegetale quando si ha la Lp(a) alta riguarda una molecola chiamata TMAO (Trimetilammina-N-ossido).
La TMAO viene prodotta dai batteri intestinali quando metabolizziamo:
Effetti dannosi della TMAO:
Chi segue una dieta plant-based ha un microbiota intestinale che produce pochissima TMAO, anche se occasionalmente consumasse alimenti con colina vegetale. Questo perché i batteri intestinali dei vegani non hanno sviluppato i pathway enzimatici per produrla in quantità significative.
Eliminare la TMAO significa togliere un secondo acceleratore alla coagulazione del sangue, rendendo la Lp(a) sostanzialmente meno aggressiva.
La pericolosità della Lp(a) deriva da una somiglianza strutturale particolare. La sua componente proteica, l’apolipoproteina(a), è quasi identica al plasminogeno, una molecola che il corpo usa per sciogliere i coaguli di sangue.
Inoltre, la Lp(a) trasporta sostanze (come il colesterolo ossidato e i fosfolipidi ossidati) che tendono a depositarsi sulla valvola aortica, favorendo la stenosi aortica calcifica. Questo è un rischio specifico che il colesterolo LDL normale non ha in modo così marcato.
In sintesi
La Lp(a) è una particella simile al colesterolo LDL ma con l’apolipoproteina(a), che la rende infiammatoria e pro-trombotica. A differenza del colesterolo normale, è geneticamente determinata e non risponde alla dieta.
Una dieta vegana riduce l’infiammazione e l’LDL, limitando i fattori che aumentano il rischio cardiovascolare.
Il TMAO, prodotto dai batteri intestinali con carne, uova e latticini, accelera coagulazione e aterosclerosi; i vegani ne producono pochissimo.
La Lp(a) agisce come un “falso plasminogeno”, ostacolando la naturale pulizia dei coaguli nei vasi.
Trasporta anche colesterolo ossidato, favorendo trombosi e calcificazione della valvola aortica, rischi non tipici dell’LDL normale.
Se hai la Lp(a) alta, la tua dieta vegana deve essere strategicamente mirata a un unico obiettivo: rendere l’ambiente interno del tuo corpo il più pulito, fluido e meno infiammato possibile.
L’endotelio è il rivestimento interno dei tuoi vasi sanguigni. Se è sano e integro, funziona come uno scudo che impedisce alle particelle aterogene di attaccarsi. In un contesto di rischio cardiovascolare, il danno avviene in due modi: l’irrigidimento (calcificazione) e l’infiammazione (stress ossidativo).
Strategie chiave:
È il “gas vasodilatatore” che permette alle arterie di rilassarsi e restare pulite. La dieta vegana è naturalmente ricca di nitrati vegetali, presenti in:
200-300 mg di nitrati al giorno (circa 200g di verdure a foglia verde)
Sostanze come le antocianine dei frutti di bosco o le catechine del tè verde proteggono le pareti dei vasi dallo stress ossidativo causato dalla Lp(a).
Consuma ogni giorno una porzione di foglie verdi scure e una manciata di frutti rossi per mantenere le arterie elastiche e resistenti.
Vitamina K2 (MK-7): Il suo compito è attivare una proteina chiamata Matrix GLA Protein (MGP), che è il più potente inibitore della calcificazione delle arterie. In pratica, impedisce che il calcio si depositi nelle pareti dei vasi e sulle valvole cardiache (punto debole di chi ha la Lp(a) alta). Se segui una dieta 100% vegetale, la tua assunzione di Vitamina K1 (dai vegetali a foglia verde) è probabilmente ottima, ma la K2 è spesso carente (si trova quasi solo nel Natto o in cibi fermentati).
La dieta Vegana è ricca di vitamina C (peperoni, kiwi, agrumi, broccoli), questa vitamina è molto importante non solo per la formazione di collagene della tonaca intima della parete delle arterie ma è essenziale per riattivare la vitamina E e il Coenzima Q10, importantissimi per la salute vascolare.
Le fibre solubili sono i tuoi alleati numero uno. Creano una sorta di “gel” nell’intestino che intrappola il colesterolo in eccesso e lo trascina via prima che finisca nel sangue.
Fonti eccellenti:
| Alimento | Fibre Solubili (per 100g) | Come Consumarle |
| Avena | 4g di beta-glucani | Porridge mattutino |
| Orzo | 3-5g | Zuppe, insalate |
| Legumi (ceci, lenticchie) | 3-7g | Zuppe, hummus, burger |
| Psillio | 70g | 1-2 cucchiaini al giorno |
| Mele | 1-2g di pectina | Con la buccia |
| Agrumi | 2-3g | Interi, non succo |
Target giornaliero: 10-20 grammi di fibre solubili
Azione pratica: Un porridge d’avena al mattino (40g di fiocchi) è un rito di protezione per le tue arterie che ti fornisce già 1,6g di beta-glucani.
Nonostante i miti infondati ancora circolanti, la soia è un toccasana scientificamente provato per chi ha rischi cardiovascolari genetici.
Benefici dimostrati:
Come integrarla:
Target: 25 grammi di proteine di soia al giorno

Questo è l’errore che becca molti vegani. Molti prodotti industriali vegani (formaggi, gelati, snack) sono pieni di:
Anche se sono vegani, i grassi saturi alzano l’LDL, dando manforte alla Lp(a) nel creare danno vascolare.
Alternative corrette:
Leggi sempre le etichette e rifiuta prodotti con grassi saturi >2g per porzione.

In sintesi
Per chi ha la Lp(a) alta, la dieta vegana deve rendere il corpo pulito, fluido e poco infiammato.
Proteggere l’endotelio è fondamentale, prevenendo calcificazione e stress ossidativo. I nitrati vegetali (rucola, spinaci, barbabietola) favoriscono ossido nitrico, che mantiene le arterie elastiche. Polifenoli da frutti rossi, tè verde, cacao e melograno proteggono le pareti vascolari. La vitamina K2 previene la calcificazione arteriosa, mentre la K1 e la C supportano collagene e antiossidanti.
Le fibre solubili (avena, legumi, mele, agrumi) intrappolano il colesterolo e lo eliminano. Il porridge d’avena quotidiano è un alleato semplice ed efficace.
La soia riduce LDL e ApoB e aiuta a controllare il peso; tofu, tempeh ed edamame sono fonti ideali.
Attenzione ai grassi saturi vegetali (cocco, palma), che alzano l’LDL anche in una dieta vegana.
Meglio scegliere olio extravergine, avocado, noci e mandorle per protezione vascolare e salute del cuore.
Ideata negli Stati Uniti, perché loro non hanno un modello tradizionale di alimentazione. Di base vegetariana, però prevede l’assunzione di alcuni alimenti la cui efficacia, in termini di riduzione del profilo lipidico, è stata dimostrata. Per cui è caratterizzata da un apporto di fibra di 10g/1000 kcal (ogni mille chilocalorie deve avere 10g di fibra viscosa), includere 1g/1000kcal di steroli vegetali, 23g/1000kcal mandorle, 12,5g/1000kcal proteine della soia. Queste sono le caratteristiche della dieta portfolio, per un totale di 1-3g al giorno di steroli vegetali, si può arrivare fino a 25 g di fibre viscose (presenti in avena, orzo, legumi, melanzane), 35-50g di proteine vegetali e 25-50 g di noci al giorno. Gli studi su questo protocollo, che non sono tanti (7 studi, 439 soggetti, testata solo nella dislipidemia) hanno verificato che c’è una riduzione del colesterolo LDL, colesterolo totale e trigliceridi. Per cui è stato dimostrato essere efficace nel migliorare il profilo lipidico.
Studi hanno dimostrato che seguire il Portfolio Diet per 6 mesi riduce l’LDL del 28-30%, comparabile all’effetto di una statina a bassa dose.
Ecco i quattro pilastri alimentari che, insieme, possono ridurre il carico di particelle aterogene del 30% (quasi quanto una statina a dose moderata):
In un contesto di rischio genetico, l’integrazione non è un optional, ma deve essere precisa e mirata.
Perché è critica con Lp(a) alta:
1000 mcg al giorno (metilcobalamina o cianocobalamina)
Monitoraggio: Controlla i livelli di omocisteina ogni 6-12 mesi (target: <10 μmol/L)

Perché non basta l’ALA dei semi di lino:
250-500 mg combinati di EPA+DHA al giorno
Fonte: Integratori di olio di alghe (sostenibili e senza contaminanti)

Questo è probabilmente il supplemento più sottovalutato nel contesto Lp(a).
Ruolo della K2:
Perché è cruciale con Lp(a): La Lp(a) favorisce proprio la calcificazione di arterie e valvole. La K2 contrasta questo processo.
Fonti vegane:
Nota importante: La vitamina K1 (presente nelle verdure verdi) ha funzioni diverse e non sostituisce la K2.

Target ottimale: 40-60 ng/mL (alcuni esperti suggeriscono 60-80 ng/mL in casi ad alto rischio)
Dosaggio tipico: 2000-4000 UI al giorno, da personalizzare in base ai livelli ematici
Controllo: Ogni 6 mesi fino a stabilizzazione, poi annualmente
Protegge i grassi circolanti dall’ossidazione e preserva la biodisponibilità di Ossido Nitrico, essenziale per mantenere le arterie elastiche. È un supporto vitale se si assumono statine, poiché queste ne riducono i livelli naturali.
Indispensabile per la sintesi del collagene, rinforza la struttura dei vasi prevenendo le micro-lesioni che la Lp(a) tende a usare come punti di ancoraggio. Inoltre, rigenera costantemente il CoQ10 e la Vitamina E già presenti nel sangue. In una dieta vegana, assumi già molta Vitamina C, ma per un effetto terapeutico sull’endotelio in presenza di alto rischio genetico, la quota alimentare potrebbe non bastare.
In sintesi
La Portfolio Diet, ideata negli USA, è vegetariana e mirata a ridurre il colesterolo LDL e il profilo lipidico.
Prevede fibre solubili (10-20g/giorno), steroli vegetali (2g), proteine della soia (25g) e frutta secca (30-45g). Studi dimostrano riduzioni di LDL fino al 28-30%, quasi pari a una statina a bassa dose.
Le fibre viscose (avena, legumi) e le proteine vegetali aiutano a rimuovere il colesterolo e proteggere l’endotelio. La vitamina B12 previene l’aumento di omocisteina, che favorisce danni arteriosi e l’attacco della Lp(a). Omega-3 da alghe forniscono EPA/DHA antinfiammatori e antitrombotici, essenziali in caso di Lp(a) alta. La vitamina K2 (MK-7) dirige il calcio verso le ossa, proteggendo da calcificazione arteriosa e stenosi valvolare. La vitamina D mantiene l’elasticità vascolare, con target ematico 40-60 ng/mL. Il Coenzima Q10 (Ubichinolo) preserva l’ossido nitrico e protegge i grassi circolanti, importante se si assumono statine. La vitamina C rinforza il collagene dei vasi e rigenera CoQ10 ed E, supportando l’endotelio in presenza di rischio genetico.
Essere vegani ti offre un vantaggio enorme nella gestione del rischio, ma la biologia ha i suoi limiti. Se nonostante una dieta plant-based impeccabile i tuoi valori di LDL restano >100 mg/dL e la tua Lp(a) è >50 mg/dL (o >125 nmol/L), è il momento di integrare la nutrizione con la medicina specialistica.
Il segreto non è prendere una pastiglia a caso, ma costruire un percorso personalizzato che ti tratti come individuo unico.
Prima di considerare qualsiasi terapia farmacologica, il percorso corretto deve seguire una gerarchia precisa:
Prima della statina, ha senso valutare lo stato reale delle arterie con esami come:
Se le arterie sono perfettamente pulite, la strategia può restare conservativa con monitoraggio annuale.
Se il danno vascolare è presente o il rischio genetico è troppo sbilanciato, si introduce la terapia farmacologica come protezione aggiuntiva, non sostitutiva dello stile di vita.

Le statine spesso creano confusione perché:
Allora perché usarle?
La strategia è indiretta ma efficacissima:
La Lp(a) è pericolosa quando trova altre particelle di colesterolo LDL con cui “allearsi” per costruire placche aterosclerotiche. Riducendo l’LDL ai minimi termini (target: <70 mg/dL, idealmente <55 mg/dL), la Lp(a) resta isolata.
Senza i suoi complici molecolari, la sua capacità di creare danno diminuisce drasticamente.
La statina serve a “pulire il campo di battaglia” per rendere il fattore genetico meno aggressivo.
La medicina cardiovascolare sta vivendo una rivoluzione tecnologica. Se la combinazione dieta vegana + statine non basta a raggiungere i target, oggi abbiamo strumenti molto più precisi:
Cosa sono: Anticorpi monoclonali (evolocumab, alirocumab)
Effetti:
Indicazione: Quando statine + ezetimibe non raggiungono il target LDL
I farmaci del futuro prossimo:
Meccanismo: Agiscono spegnendo la produzione di Lp(a) direttamente nel fegato attraverso RNA interference
Effetti:
Questi strumenti, uniti a una dieta vegana antinfiammatoria, potrebbero portare il tuo rischio cardiovascolare reale quasi a zero, indipendentemente dal DNA.

C’è un fattore che molti trascurano: la forza meccanica del sangue.
Se hai la Lp(a) alta, la tua pressione arteriosa deve essere ottimale.
Target ideale: <120/80 mmHg (pressione sistolica sotto 120, diastolica sotto 80)
Perché è così importante?
Immagina la Lp(a) come un proiettile microscopico. Se la pressione è alta, il sangue spinge con più forza queste particelle contro le pareti dei vasi, facilitando:
Mantenere la pressione bassa significa togliere potenza d’urto alla Lp(a).
Il vantaggio vegano automatico: La dieta plant-based è naturalmente ricca di:
Con una dieta vegana ben fatta, raggiungere questo obiettivo è quasi automatico.
Con Lp(a) alta, il monitoraggio deve essere più frequente e preciso rispetto alla popolazione generale.
Non serve rimisurarla frequentemente (è stabile nel tempo). Un controllo ogni 5-10 anni è sufficiente, salvo indicazione medica diversa.
In sintesi
La dieta vegana offre un vantaggio, ma se LDL >100 mg/dL e Lp(a) >50 mg/dL serve supporto medico.
Il percorso deve essere personalizzato, trattando ogni individuo in modo unico.
Fase 1: ottimizzazione stile di vita (dieta Portfolio, esercizio, sonno, gestione stress).
Fase 2: diagnostica avanzata con CAC Score, ecocolordoppler e ApoB per valutare danni arteriosi.
Fase 3: supporto farmacologico se il rischio resta elevato; le statine riducono LDL ma non direttamente Lp(a).
Ridurre l’LDL isola la Lp(a), riducendo il danno aterosclerotico. Se necessario, si possono usare PCSK9 inibitori o terapie geniche RNA per abbassare drasticamente Lp(a).
La pressione arteriosa deve essere ottimale (<120/80) per ridurre l’impatto meccanico della Lp(a).
La dieta vegana aiuta naturalmente con potassio, nitrati e magnesio per pressione e vasodilatazione. Il monitoraggio deve includere esami lipidici, ApoB, infiammazione, vitamine e controlli avanzati periodici; Lp(a) non va misurata frequentemente.
Porridge Protettivo:
Integratori:
Bowl Completo:
Piatto Proteico:
Dessert (opzionale):
Integratore:
Nota: Vitamona C prendi 250 mg divisa nei 4 pasti della giornata se invece sono pasticche a lento rilascio basta 2 da 500 mg in 2 pasti della giornata
La dieta vegana ben strutturata non è solo “una buona idea” quando hai la Lp(a) alta: è il tuo strumento più potente. Non perché abbassi direttamente quel numero sul referto (questo lo sappiamo, la Lp(a) è genetica), ma perché agisce su tutti gli altri fattori che trasformano un rischio potenziale in un evento reale. Riducendo l’infiammazione sistemica, eliminando il TMAO, abbassando drasticamente l’LDL e mantenendo le arterie elastiche attraverso nitrati e polifenoli, stai letteralmente disinnescando la bomba genetica.
Ma attenzione: non basta dire “sono vegano” e aspettare il miracolo. La differenza tra una dieta vegana casuale e una dieta vegana strategica è abissale.
Allo stesso tempo, riconosci quando la biologia richiede un aiuto farmacologico. Se il tuo LDL resta ostinatamente sopra 100 mg/dL nonostante un’alimentazione impeccabile. La statina in questo contesto è un alleato essenziale che deve essere accompagnato con uno corretto stile di vita e una corretta alimentazione. Infine, con le terapie emergenti a RNA che stanno arrivando (pelacarsen, olpasiran), stiamo parlando di un futuro in cui potremo spegnere direttamente il gene della Lp(a), azzerandone i livelli.
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Pubblicato su Laura BigalTrustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google. Giovanni è stato disponibile e flessibile nel programmare gli appuntamenti e sempre attento alle mie esigenzePubblicato su Concetta Maria SettegranaTrustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google. Ho votato 5 stelle perché ho ottenuto più di ciò per cui avevo iniziato, con il piano alimentare, la terapia e gli esercizi fisici indicatomi non solo ho aumentato il peso ma ho anche risolto i problemi di reflusso biliare e all’intestino, altresì per la disponibilità e la cordialità del dottor Brugnolaro.. Grazie mille!!!!!Pubblicato su Elisa BalsamoTrustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google. Giovanni è stato gentilissimo e professionale, mi aiutata a capire il percorso più adatto alle mie esigenze. Mi ha dato tutti gli strumenti necessari già al primo colloquio, non posso fare altro che consigliarlo! Grazie ancora 😊Pubblicato su Nicolò AndreolaTrustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google. Consigliato per diete su misura, molto preparato e professionalePubblicato su Alberto MerolaTrustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google. Mi sto trovando davvero bene con Giovanni! La dieta vegana è equilibrata e personalizzata, adatta al mio stile di vita e alle mie esigenze. Mi segue con grande attenzione e disponibilità. Grazie al suo supporto mi sento più consapevole riguardo a ciò che mangio e sto ottenendo ottimi risultati. Lo consiglio senza alcun dubbio a chi cerca un professionista preparato e attento al benessere dei suoi clienti.Pubblicato su Patrizia MazzoleniTrustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google. Giovanni è un professionista serio e molto preparato, sempre disponibile e attento. Ogni volta che ho avuto la necessità di porgli una domanda lui mi ha sempre risposto celermente. Lo consiglio vivamente.Pubblicato su Adriana FenziTrustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google. Giovanni è bravissimo e molto competente! L'idea del diario alimentare fotografico per comprendere meglio come mangia ogni cliente e dare consigli personalizzati è ottima!Pubblicato su mario leopoldo scrimaTrustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google. grandissimo il dott Giovanni! è venuto in contro ad ogni mia esigenza, soprattutto quelle di salute dovute alle mie patologie per nulla comuni.Pubblicato su Valeria TizianiTrustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google. Ottimo professionista, cortese, disponibile a dare spiegazioni di ogni tipo e genere rispetto sia all'alimentazione che a un corretto stile di vita che sia sano ed equilibrato.Pubblicato su Giorgia FontanaTrustindex verifica che la fonte originale della recensione sia Google. Giovanni mi segue da alcuni mesi e mi sto trovando davvero molto bene. Abbiamo iniziato con una fase di bulk per aumentare la massa muscolare e ora stiamo affrontando un periodo di cut, con l’obiettivo di perdere grasso mantenendo il tono e la massa acquisita. Apprezzo molto il suo piano alimentare perché lascia grande libertà di scelta, ma allo stesso tempo mi ha aiutata a sviluppare una forte consapevolezza rispetto a ciò che mangio. Uno strumento che per me fa davvero la differenza è il diario alimentare, in particolare l’invio delle foto dei pasti, perchè mi aiuta a mantenere disciplina e costanza. Ho sempre trovato in Giovanni grande disponibilità e presenza: è attento, reperibile e pronto a chiarire qualsiasi dubbio. TOPPP
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